1 marzo 2018

Con l’ arrivo delle temperature fredde occorre che i cardiopatici prestino qualche attenzione.

Il freddo provoca brusca  vasocostrizione che di traduce in aumento delle resistenze vascolari e quindi della pressione arteriosa e della frequenza  cardiaca che si traducono in un brusco aumento del consumo di ossigeno.

Il cardiopatico quindi deve evitare bruschi sbalzi di temperatura evitando il sommarsi di tre fattori: lo sforzo ,con il freddo e dopo i pasti.

Per cio’ che riguarda l’assunzione dei farmaci , specie antiipertensivi raccomando sempre che NON vengano assunti a colazione ma assunti al primo risveglio, anche notturno: questo e’ legato al fatto che tutti i farmaci hanno un tempo di assorbimento ed iniziano a funzionare circa 1-2 ore dopo l’assunzione. Un paziente che assuma il farmaco poco prima di uscire non e’ “protetto” nelle prime 2 ore dall’assunzione, mentre se lo assumesse ,per dire , alle 4-5 del mattino, il farmaco o i farmaci saranno gia’ attivi verso le 7 del mattino, al momento di uscire.

Raramente un disegno (autore il grande NETTER)  ha riassunto tutto questo: il paziente, non giovane esce da un ristorante riscaldato, dopo aver mangiato, sale qualche scalino con una valigia (sforzo), stava fumando (sigaretta a terra…), ed e’ ventoso e freddo…la crisi anginosa era prevedibile e molto pericolosa.