5 novembre 2018

Il tutto grazie all’impegno e alla preziosa collaborazione di un partner come Intesa Sanpaolo che si è dimostrato, da subito, molto sensibile a questo tema.

Quando si parla di “Missione Cuore”, si parla di prevenzione: è infatti attraverso questo progetto voluto da Comocuore e Intesa Sanpaolo che ogni anno la nostra associazione e l’istituto di credito finanziano – con la vendita di sacchetti di noci – l’acquisto di una serie di defibrillatori da destinare in particolare a scuole, ma anche enti, associazioni, su tutto il territorio regionale. E anche quest’anno il progetto è culminato in un incontro scientifico svoltosi nella Sala Bianca del Teatro Sociale di Como sul tema “Defibrillazione precoce per una scuola più sicura – Una realtà in evoluzione”. Al centro del confronto, dunque, la sicurezza e la prevenzione in quei luoghi dove più forte si avverte la necessità: le scuole.

La sessione scientifica si è sviluppata attraverso i saluti e l’introduzione da parte del presidente di Comocuore, dott. Giovanni Ferrari, il quale si è soffermato sull’importanza e sull’urgenza di dotare ogni plesso scolastico di un defibrillatore: «Le morti improvvise – ha detto – ogni anno colpiscono circa 60 mila persone e di queste circa il 7% sono giovani sotto i 30 anni e il 3% sono bambini. È del tutto evidente, dunque l’importanza di questo progetto che mira a “coprire” non solo tutto il territorio provinciale, ma anche, per quanto è possibile, quello regionale. Il tutto grazie all’impegno e alla preziosa collaborazione di un partner come Intesa Sanpaolo che si è dimostrato, da subito, molto sensibile a questo tema».
In effetti proprio grazie a “Missione Cuore” un centinaio di scuole del territorio ha potuto beneficiare della donazione di un defibrillatore, confermando l’urgenza del progetto che ora si pone anche altri obiettivi.

Fra i progetti in itinere, infatti, accanto alla donazione di defibrillatori c’è quello di acquistare alcuni miniecografi da porre in dotazione sulle ambulanze del 118 affinché si possa procedere a una diagnosi più precisa e rapida (come si può leggere nella pagina successiva).
Parole di elogio e condivisione sono venute anche dal dott. Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo, che ha sottolineato come «la collaborazione con Comocuore sia decennale e l’acquisto di defibrillatori per le scuole sia un progetto di grande rilievo sociale, testimoniato dalla risposta delle persone che, anche quest’anno, hanno donato circa 170.000 euro attraverso la piattaforma “ForFunding” e l’acquisto dei sacchetti di noci».
Prezioso anche il contributo giunto dal dott. Alberto Zoli, direttore di Areu Lombardia, che ha evidenziato come la Lombardia sia all’avanguardia per tempi e modalità del primo soccorso. Inoltre si è soffermato sul progetto di “Buona scuola” portato avanti proprio da Areu in provincia di Sondrio che è culminato nella formazione di centinaia di studenti valtellinesi, ora perfettamente in grado di intervenire in caso di urgente necessità.

Non meno apprezzati gli interventi del dott. Maurizio Volontè, responsabile del 118 Como, e del prof. Marzio Caggiano, dirigente scolastico del Liceo Scientifico Giovio di Como. Il primo ha confermato l’eccellenza del servizio nella nostra provincia, sia per quanto riguarda la tempestività degli interventi, sia sul piano della qualità degli stessi. Volontè ha anche ricordato che in provincia di Como si registrano ogni anno circa 600 infarti.
Il prof. Caggiano ha invece ricordato come il Giovio sia, dal punto di vista degli apparecchi salvavita, uno dei più attrezzati: «Abbiamo dotato ogni piano della scuola oltre alla palestra – ha detto – di un defibrillatore e sono stati proposti corsi di primo soccorso seguiti, ogni anno, da circa 150-200 persone».
Prima di procedere alla consegna dei defibrillatori, la chiusura è stata affidata al prof. Peter Schwartz, direttore del Centro per lo studio e la cura delle aritmie cardiache di origine genetica dell’Istituto Auxologico italiano, il quale, nel suo apprezzato intervento, ha illustrato le più recenti ricerche sulla sindrome del QT Lungo, prima causa di morte improvvisa fra i giovani. «Partendo da pezzetti di pelle dei pazienti – ha spiegato – sono state sviluppate cellule del loro cuore che sono poi state studiate dimostrando che un farmaco già in uso per un’altra malattia è in grado di correggere un difetto genetico».
Alla parte scientifica – moderata dal direttore della Provincia, Diego Minonzio – ha fatto seguito quella operativa con la cerimonia ufficiale di consegna di una cinquantina di defibrillatori a scuole e realtà lombarde acquistati grazie proprio a “Missione Cuore”.