Area scientifica
Salute: congresso ESH, con la crisi arriva l'ipertensione da impiegato
(IRIS) - ROMA, 13 GIU - Dopo tante forme di ansia, arriva anche l’“ipertensione da impiegato”. Quella da autostrada. Quella da poker con un “servito”. Persino quella legata all’ansia da prestazione sessuale. Ma la più attuale è la ipertensione da crisi, con l’incubo di non arrivare alla fine del mese o addirittura di dover lasciare il lavoro. "Alla base di tutto c’è lo stress- dicono il professor Giuseppe Mancia, presidente del Congresso della Società Europea dell’Ipertensione-ESH, e il professor Guido Grassi dell’Università Milano-Bicocca, Ospedale San Gerardo di Monza - in corso a Milano - che fa alzare la pressione sistolica e distolica di 6/7 mmHg. Sono picchi momentanei ma, a lungo andare, possono creare problemi, bisogna fare in modo, nei limiti del possibile, di evitare situazioni stressanti. L’innalzamento dei valori pressori nelle persone attanagliate dalla crisi merita un discorso a parte e deve far riflettere perché non è limitata ad un singolo e momentaneo episodio ma si protrae nel tempo. Uno stress protratto. E si sa che tutte le situazioni emotive non fanno bene a lungo alla salute Lo vediamo nelle visite quotidiane. Soggetti normotesi si sono scoperti ipertesi. E’ una realtà trasversale, uomini e donne, operai, impiegati, manager perché la crisi attuale è trasversale. E’ un aspetto che non so fino a che punto è stata presa in considerazione per fotografare la società d’oggi". Alla domanda su chi rischia si più, la risposta arriva così. "E’ possibile – dice il professor Guido Grassi che riceverà nel corso del Meeting Europeo di Milano il prestigioso Folkow Award per le sue ricerche sul sistema simpatico nell’ipertensione- disegnare una carta geografica dell’ipertensione legata allo stress. Il professor Mancia ha coordinato una ricerca fra tutti coloro che si sono sottoposti ad un controllo della pressione arteriosa nelle 24 ore, cioè indossando uno strumento di registrazione pressoria, il cosiddetto “Holter pressorio”. Quando si è andati a leggere i diari che i pazienti dovevano scrivere durante le 24 ore citando cosa stessero facendo in quel momento della giornata, si è potuto valutare il rapporto fra un picco di pressione e una certa situazione. Sono emersi elementi molto interessanti, come l’ipertensione in un impiegato stressato, molto affaticato ma non gratificato. Ma le sorprese non finiscono qui".










