8 giugno 2018

Tra i tanti bambini esaminati nell’ambito del progetto “Il cuore a scuola”, fortunatamente per la massima parte normali, abbiamo riscontrato in una bambina di 7 anni, frequentante la 2ª classe elementare, un elettrocardiogramma indicativo della presenza di un blocco atrio-ventricolare (BAV) completo, con una frequenza cardiaca inferiore a 50 battiti al minuto. La bambina, che chiameremo Maria per ovvie ragioni di riservatezza, non lamenta disturbi particolari a parte una facile esauribilità e talora un certo affanno durante le salite.

Ma cos’è il BAV? Si tratta di un disturbo della conduzione dello stimolo elettrico che fa contrarre il cuore, un difetto congenito nel caso della bambina che si verifica a livello del passaggio tra atri e ventricoli. In pratica atri e ventricoli procedono indipendentemente gli uni dagli altri e l’impulso che nasce al di sotto della interruzione e che attiva i ventricoli non è in grado di fornire agli stessi quell’incremento di frequenza necessario per un aumento della attività fisica.

L’ecocardiogramma è risultato normale mentre l’holter e il test da sforzo hanno confermato la presenza costante del blocco e lo scarso incremento della frequenza cardiaca. La piccola Maria è stata visitata anche presso il centro di cardiologia pediatrica dell’ospedale Niguarda dove la diagnosi è stata confermata. Per il momento non si parla di stimolazione elettrica (pace-maker), lo stress sarebbe eccessivo per un soggetto ancora così giovane; la bambina, che, ci auguriamo, potrà fare una vita normale, seppur con alcune limitazioni per quanto riguarda l’attività fisica, verrà seguita nel tempo dal punto di vista clinico e strumentale e il problema di un’eventuale elettrostimolazione rivalutato negli anni dell’adolescenza.